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Borgo Medievale di cuorgnè

Il centro storico di Cuorgnè presenta ancora oggi un tipico aspetto medievale, intorno alle vie Rivassola ed Arduino, con antiche dimore, quali un palazzotto nobiliare forse del XIV secolo, detto "Casa del re Arduino" sebbene successivo all'epoca in cui era vissuto il re. Presenta arcate di tipo gotico, abbellite con decorazioni floreali (prese anche a modello dal D'Andrade per il borgo medioevale di Torino del Valentino) e con porte e finestre decorate da fregi in cotto.

La chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, originaria del XII secolo, si presenta oggi nella sua struttura ottocentesca, ma conserva in un’apposita cappella l’antica immagine bizantina, ritenuta miracolosa, di Nostra Signora di Rivassola.

Nel centro sono notevoli: la torre dell'Orologio, la torre quadrata (forse di antica origine romana) e la torre Carlevatto, rotonda (entrambe del '300 e di circa pari altezza), la chiesa della Santissima Trinità (oggi centro multimediale), con un'icona del Perucca (1691) e quella di San Giovanni, con dipinti del Bassetti da Orta.

Osservando la pianta del borgo si possono riconoscere facilmente nel tessuto urbano verso oriente i bastioni di difesa, d'epoca medievale, che circondavano tutto il centro storico. Lungo la bastionata corre ancora la strada periferica interna alle mura, la cosiddetta "Cursera", dalla quale si diramano i camminamenti pedonali. Essendo stata Cuorgnè in passato sede di amministrazione della giustizia, le sentenze capitali venivano eseguite sotto i bastioni, nel largo ancora oggi denominato "Rondò della forca".

Il Museo Archeologico contiene importanti reperti, dalla preistoria all’epoca romana, ritrovati in scavi nell'Alto Canavese e offre un quadro della storia antica del territorio.

Importante esempio di archeologia industriale è la "Manifattura cuorgnatese" in restauro. In località Piova nella frazione di Priacco si può ammirare un ponte medievale, in pietra ad una sola arcata, che costituiva l'antico collegamento tra l'alto Canavese e Ivrea.

A Cuorgnè si trovano ancora tre arcate di un ponte romano (I secolo d.C.) sul fiume Orco; il ponte in origine aveva ben tredici arcate, era di vitale importanza per l'economia della zona, perché era l'unico collegamento carraio, con le valli Orco, Soana e Sacra. Per passare il ponte si pagava un pedaggio, infatti la zona si chiama Il pedaggio. Nel corso dei secoli le piene del fiume fecero crollare delle arcate che venivano riparate con assi di legno dette "pontiglia"; tali rattoppi venivano distrutti dalle piene periodiche del fiume. Il ponte comunque fu utilizzato per circa 18 secoli, e solo nel 1858 fu costruito l'attuale ponte, su progetto dell'ingegnere cuorgnatese Pietro Zerboglio.

A pochi chilometri dal centro cittadino si trova il Sacro Monte di Belmonte. Nel 2003, insieme ad altri sei "sacri monti" piemontesi, il complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. La sua costruzione si deve a Michelangelo da Montiglio, frate minore osservante e si protrasse, a partire dal 1712, con interruzioni, sino al 1825.

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