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Santuario di Belmonte

Il Sacro Monte di Belmonte, con il proprio Santuario e le cappelle della Via Crucis, è posto sopra un poggio che si erge isolato nel territorio del comune di Valperga a quota 727 metri, coperto da una folta vegetazione.

Il sito unisce ad elementi di interesse naturalistico per la presenza di una qualità non comune di granito di colore rosso, per il patrimonio boschivo e per la suggestione di un grandioso panorama che spazia su larga parte del territorio piemontese, elementi di interesse archeologico e storico. Sono state infatti rinvenute tracce di una antica cultura preistorica risalente all’età del bronzo; mentre scavi effettuati di recente hanno portato alla luce i resti di un villaggio longobardo e delle sue fortificazioni.

La tradizione vuole che sia stato Re Arduino ad ordinarne la costruzione per ringraziare la Vergine di una miracolosa guarigione che egli avrebbe ottenuto in Ivrea nel 1002 quand’era gravemente infermo. In realtà il primo edificio religioso a Belmonte sorse prima dell'anno Mille, grazie ad un piccolo gruppo di suore Benedettine provenienti dal vicino convento di Busano, fondato da Emerico per la figlia Libania. Dopo circa tre secoli le due comunità religiose passarono sotto la giurisdizione dell’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese.

 

La galleria degli ex-voto Le suore di Santa Scolastica, dette anche suore benedettine, vi rimasero sino al 1601, quando, in virtù di disposizioni emanate dopo il Concilio di Trento, venne deciso che i conventi femminili non dovessero essere posti in luoghi romiti.

Un documento custodito a Valperga narra di un evento miracoloso che sarebbe avvenuto proprio il giorno in cui le pie suore stavano lasciando il convento per sistemarsi a Cuorgnè, portando con loro la statua della Madonna. Racconta il documento che quando si iniziò a rimuovere la statua calò nella chiesa un buio profondo, mentre il viso della statua venne assalito da un intenso pallore. I molti fedeli (alcuni dei quali sottoscrissero come testimoni il documento in questione) furono presi da grande spavento e capirono che la Madonna manifestava prodigiosamente la volontà – subito esaudita - che la statua fosse lasciata nel Santuario di Belmonte.

Alle suore benedettine subentrarono i frati minori di San Francesco che ampliarono progressivamente il Santuario; nel 1620 ricostruirono interamente la chiesa, mentre a partire dal 1712 iniziarono la costruzione del percorso devozionale della Via Crucis con le sue 13 cappelle che si inerpicano verso la sommità del poggio. La fama delle facoltà miracolose della statua della Vergine crebbe al punto che nel 1788 il capitolo Vaticano ne riconobbe la virtù soprannaturale. Costituisce oggi una significativa testimonianza della speciale devozione popolare verso la Madonna di Belmonte la galleria di quadri e di cuori votivi posta a fianco del santuario nei locali ricavati con i lavori di restauro del tetto. Dopo le traversie del periodo napoleonico, la chiesa fu completamente ristrutturata tra 1873 ed il 1876 da C. Reviglio della Veneria, nella sobria eleganza dello stile romanico-lombardo. Nel 1888 la facciata assunse l’aspetto attuale ad opera dell'architetto Carlo Ceppi, con il timpano affrescato da Giacomo Grosso. Risale allo stesso periodo la costruzione dei piloni con i misteri del Rosario lungo la suggestiva via pedonale che collega Valperga al Sacro Monte. Nel 1960 fu posta nel punto più alto del monte un'imponente statua a San Francesco, opera in bronzo dello scultore Giovanni Vogliazzi di Vercelli, alta 4,50 metri e pesante 1000 kg. Posta sotto la tutela del sistema di Riserve Naturali della Regione Piemonte, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO, nel 2003, ha iscritto Belmonte, assieme agli altri principali Sacri Monti di Lombardia e Piemonte, nella lista dei patrimoni dell'umanità.

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